Photo Pea, editare file di Photoshop online

Mercoledì 12/04/2017 12:32
Photo Pea è un servizio accessibile direttamente online che offre un photo editor Web based dotato di alcuni strumenti professionali per la manipolazione delle immagini. Non si tratta naturalmente di un’applicazione alternativa a soluzioni ormai affermate come Adobe Photoshop, ma non mancano la maggior parte dei tool utili per effettuare piccoli interventi di grafica e […]

Fonte: blog.mrwebmaster.it
Confronto tra Intel 18A e TSMC 2N: l’asso nella manica di Intel

Confronto tra Intel 18A e TSMC 2N: l’asso nella manica di Intel

Giovedì 13/02/2025 18:00

Dopo aver incassato un nuovo sostegno da parte dell’amministrazione Trump, che ha dichiarato massimo supporto per le aziende statunitensi produttrici di chip, Intel sta cominciando a far registrare segnali positivi su vari campi. Rimasta uno dei pochi produttori occidentali a realizzare in proprio i suoi chip (anche se parte di essi erano stati commissionati a TSMC), Intel si appresta ad avviare la produzione di massa di chip realizzati con il nodo 18A (18 angstrom, equivalenti a 1,8 nanometri).

Il nodo di produzione o processo costruttivo si riferisce alla tecnologia utilizzata per fabbricare i chip stessi. È un indicatore delle prestazioni e dell’efficienza dei chip. Di solito un nodo più piccolo corrisponde a una maggiore densità di transistor, prestazioni migliorate e una maggiore efficienza energetica. Le dimensioni ridotte consentono infatti di posizionare più transistor all’interno dello stesso spazio fisico, aumentando la complessità e le prestazioni dei chip.

Intel 18A contro TSMC 2N

Tra le prossime soluzioni per la realizzazione dei chip, i nodi Intel 18A e TSMC 2N (2 nanometri) si confronteranno direttamente.

Esaminando gli elementi sin qui emersi, il nodo N2 di TSMC dovrebbe offrire una densità di transistor HD (high-density) di 313 MTr/mm², superando di gran lunga quella dell’18A di Intel (238 MTr/mm²) e quella dei processi SF2/SF3P Samsung (231 MTr/mm²).

L’espressione MTr/mm² sta per milioni di transistor per millimetro quadrato ed è una misura che indica la densità dei transistor presenti su un chip. In pratica, rappresenta il numero di transistor che possono essere “inseriti” in un’area di 1 millimetro quadrato di un chip semiconduttore.

Va detto che i moderni processori di fascia alta utilizzano una combinazione di celle standard HD, HP (high-performance) e LP (low-power), progettate per ottimizzare la densità dei transistor, le prestazioni e il consumo energetico. Inoltre, i produttori di semiconduttori abbinano tecnologie avanzate che personalizzano le caratteristiche dei transistor per massimizzare efficienza e performance.

Performance, potenza e confronto

Secondo SemiWiki TechInsights, Intel 18A potrà godere di un vantaggio competitivo rispetto al nodo N2 di TSMC e SF2 di Samsung. Tuttavia, il metodo utilizzato per stimare le performance, che si basa sulle migliorie da nodo a nodo annunciate da entrambe le aziende, potrebbe non essere propriamente attendibile.

Intel, specializzata nella produzione di processori ad alte prestazioni, potrebbe focalizzarsi su un equilibrio tra performance e efficienza energetica piuttosto che sulla densità di transistor HD.

L’asso nella manica di Intel, che non è più una ricetta segreta, è senza dubbio l’introduzione di PowerVia ossia una soluzione che sposta le linee di alimentazione dalla parte anteriore a quella posteriore del wafer, utilizzando la cosiddetta “Backside Power Delivery” o alimentazione dal retro.

Ed è proprio grazie a PowerVia che i chip Intel potrebbero godere di un’ulteriore “spinta” in termini di performance e densità di transistor rispetto al nodo N2 di TSMC, che invece non supporta tale funzionalità. I benefici energetici del processo produttivo Intel 18A devono ancora essere verificati, ma la presenza di PowerVia offrirà un vantaggio sotto questo aspetto.

Produzione e tempistiche

Per la prima volta dopo diversi anni, quindi, Intel potrebbe tornare a trovarsi in una posizione avvantaggiata. Intel 18A dovrebbe infatti entrare in produzione di massa nel corso del 2025, con i primi processori Core Ultra 3 Panther Lake previsti per la fine dell’anno.

Di contro, TSMC N2 entrerà in produzione di massa nella seconda metà del 2025, con i primi prodotti disponibili solo nel 2026.

Considerazioni finali

Sebbene il TSMC N2 sembri vantare un’eccezionale densità di transistor e un’efficienza energetica superiore, Intel 18A sembra emergere come leader in termini di performance. Inoltre, la crescente attenzione sul costo dei wafer e l’uso della tecnologia PowerVia fanno sì che Intel e Samsung abbiano la possibilità di guadagnare quote di mercato, soprattutto se il prezzo dei wafer a 2nm di TSMC fosse elevato come suggerito, toccando i 30.000 dollari l’uno.

In conclusione, mentre TSMC continua a dominare in termini di densità ed efficienza energetica, Intel sembra essere in vantaggio per quanto riguarda la performance pura. Il 2025 di Intel diventa quindi sempre più cruciale per l’azienda che si appresta a fare ingresso sul mercato con un processo produttivo davvero più evoluto.



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Tiny 11 Download dello script per alleggerire Windows 11 senza rischi

Tiny 11 Download dello script per alleggerire Windows 11 senza rischi

Venerdì 14/02/2025 20:30

Abbiamo spesso ricordato quanto sia cosa davvero sconsiderata scaricare e utilizzare immagini personalizzate dei supporti d’installazione di Windows create da soggetti terzi e ospitate su serve che non siano quelli di Microsoft. In un articolo abbiamo spiegato nel dettaglio perché è bene non fidarsi delle ISO custom di WindowsTiny11 Builder è invece uno strumento che, attraverso una serie di passaggi con PowerShell, permette di personalizzare l’installazione di Windows 11 utilizzando solo ed esclusivamente il file ISO ufficiale scaricato da Microsoft.

Tiny11, download dello script e personalizzazione del file ISO di Windows 11

Ricorrendo soltanto al comando DISM, lo script Tiny11 Builder interviene direttamente sulla configurazione del contenuto del file install.wim, contenente l’immagine del sistema operativo Microsoft e provvede a rimuovere tutta una serie di software considerati superflui. Basti limitarsi al download della ISO di Windows 11 e Tiny11 pensa al resto.

L’unico “neo” è che Tiny11 non consente di scegliere quali software di sistema conservare e quali eliminare. Tuttavia, l’elenco completo è disponibile a questo indirizzo, nel repository ufficiale GitHub.

Gli utenti avanzati possono eventualmente aprire il file PowerShell tiny11maker.ps1 e, prima di eseguirlo, modificare la riga 140 (variabile $packagePrefixes) in modo da aggiungere o, viceversa, rimuovere i pacchetti software di Windows 11 che s’intendono eliminare automaticamente.

Come usare Tiny11 Builder per alleggerire la ISO di Windows 11

Qualora voleste generare un supporto d’installazione di Windows 11 alleggerito, sempre in formato ISO, suggeriamo di applicare la seguente procedura:

  • Usate la combinazione di tasti Windows+R quindi digitate quanto segue e premete Invio:
  • powershell "irm https://bit.ly/fidowindows11 | iex"
    Con questo nostro comodo script, invocato con il comando sopra riportato, potrete scaricare automaticamente la ISO aggiornata di Windows 11.
  • Una volta scaricato il file ISO, fate doppio clic su di esso in modo che Windows assegni al suo contenuto una lettera identificativa di unità. Annotate la lettera identificativa di unità attribuita dal sistema operativo.
  • Scaricate quindi il file tiny11*.zip dal riquadro Assets in questa pagina. Estraete tutto il contenuto in una cartella di vostra scelta, ad esempio c:\tiny11builder.
  • Premete la combinazione di tasti Windows+X quindi scegliete Windows PowerShell (Admin)Terminale (Admin). Scrivete quindi quanto segue per avviare lo script PowerShell di Tiny11 Builder:
    Set-ExecutionPolicy -Scope CurrentUser -ExecutionPolicy Unrestricted -Force; .\tiny11maker.ps1
  • Per confermare l’esecuzione dello script, è necessario premere il tasto V (“Esegui una volta“) quindi Invio.
  • Alla richiesta, è necessario indicare la lettera identificativa di unità assegnata al contenuto del file ISO “montato” in precedenza. Basta digitare solo la lettera corrispondente senza i due punti (ad esempio E per E:, F per F: e così via…).
  • Il passo seguente consiste nell’indicare a Tiny11 l’edizione di Windows 11 da installare, attingendo a quelle contenute nell’immagine ISO. Nell’esempio premiamo il tasto 5 per creare una versione alleggerita di Windows 11 Pro.
  • Tiny11 Builder effettua una serie di operazioni quindi, alla fine, provvede a creare un file ISO chiamato tiny11.iso nella stessa cartella dello script. Si tratta appunto, della versione compatta di Windows 11.

Come provare la versione compatta di Windows 11 creata con Tiny11

Per verificare come si comporta la “versione alleggerita” di Windows 11 creata con lo script Tiny11 Builder, suggeriamo di usare il file ISO tiny11.iso per installare il sistema operativo Microsoft in una macchina virtuale, creata per esempio con Hyper-V o con altri software per la virtualizzazione. In questo modo si può toccare con mano il comportamento dell’installazione e verificare se possa soddisfare o meno le proprie esigenze.

Studiando il codice dello script, è facile accorgersi di come provveda a disattivare tutte le verifiche dei requisiti minimi di Windows 11. Così, l’installazione si conclude velocemente e senza intoppi, su qualunque sistema e senza chiedere nulla all’utente (fatta eccezione per la scelta della lingua e del supporto di destinazione).

Da ultimo, diciamo che il file autounattend.xml, presente nella stessa cartella dello script Tiny11, può essere personalizzato in modo da saltare tutta la fase finale dell’installazione (che già, con l’intervento dello script, risulta comunque molto più snella rispetto al normale, con molti meno passaggi da superare).

Per apporre anche questa “ciliegina sulla torta”, potete seguire le indicazioni riportate nel nostro articolo sull’installazione automatica o Unattended di Windows 11. Un’applicazione per automatizzare la creazione del file autounattend.xml, potete trovarla a questo indirizzo.



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Colpo di scena: Windows 11 non supporta più i chip Intel di decima generazione

Colpo di scena: Windows 11 non supporta più i chip Intel di decima generazione

Lunedì 17/02/2025 10:30

Microsoft ha recentemente aggiornato la lista ufficiale delle CPU supportate da Windows 11 24H2. Inaspettatamente, i chip Intel Core di ottava, nona e decima generazione sono stati rimossi dall’elenco, sollevando dubbi e preoccupazioni tra gli utenti e gli operatori del settore. Date un’occhiata a questa pagina: dei processori Intel antecedenti all’11esima generazione non c’è più traccia.

La decisione potrebbe essere direttamente collegata alla recente mossa di Intel, che a dicembre 2024 ha annunciato il passaggio a un modello di supporto legacy delle GPU integrate nei suoi chip dalla settima alla decima generazione.

Una scelta drastica che penalizza CPU ancora performanti

L’esclusione di processori relativamente recenti appare una decisione drastica, considerando che molte di queste CPU, in particolare i modelli di fascia alta, continuano a offrire ottime prestazioni. Ad esempio, il Core i9-10900K, con 10 core e 20 thread e una frequenza di boost fino a 5,3 GHz, resta ovviamente una soluzione molto potente. Ciò che rende la situazione ancora più sorprendente è che CPU molto meno performanti, come il Celeron 6305 (Tiger Lake, 2C/2T), rientrano invece nella lista di compatibilità di Windows 11 24H2.

Ricordiamo che quest’ulteriore rafforzamento dei requisiti minimi di Windows 11 potrebbe impedire agli utenti di aggiornare alle versioni successive di Windows 11, non soltanto migrare a Windows 11 da un’installazione di Windows 10. Chi ad esempio ha già installato Windows 11 24H2, potrebbe vedersi impedito il passaggio al futuro feature update Windows 11 25H2 sulle macchine dotate di CPU Intel Core di decima generazione e precedenti.

Non cambia nulla, invece, per chi installa da zero il sistema operativo più recente di casa Microsoft: Windows 11 si installa da zero con le CPU più vecchie, senza trucchi. Anche quelle che non figurato nella lista dei processori ufficialmente supportati.

L’assenza di spiegazioni ufficiali da parte di Microsoft

Attualmente, Microsoft non ha fornito spiegazioni dettagliate sui criteri adottati per l’esclusione di queste CPU dalla lista di supporto. L’unica indicazione ufficiale fornita afferma che, per il futuro, “i processori successivi e le future generazioni che soddisfano gli stessi principi saranno considerati supportati, anche se non esplicitamente elencati“.

L’assenza di un preavviso o di una comunicazione chiara, lascia aperta la possibilità che si tratti di un errore. Tuttavia, il fatto che Intel abbia recentemente declassato il supporto driver per le GPU integrate di queste generazioni rende plausibile l’ipotesi che Microsoft abbia deciso di allinearsi alla nuova strategia del produttore di chip.

Non è escluso, inoltre, che l’indicazione sia riferita esclusivamente ai produttori OEM. A tale proposito, vale però la pena notare che la pagina “Windows 11 version 24H2 supported Intel processors” citata in apertura non si riferisce puntualmente ai produttori di PC ma ha valenza generale.

L’impatto sul supporto delle CPU AMD

Parallelamente, l’aggiornamento della lista ha visto l’aggiunta dei chip AMD Ryzen 8000, mentre i processori Ryzen 9000 e Ryzen AI Mobile non sono stati ancora ufficialmente inclusi.

Come evidenziato in precedenza, tuttavia, Microsoft ha dichiarato che i nuovi processori costruiti sulla base di chip precedenti saranno considerati compatibili, anche se non esplicitamente menzionati.

Alcune discrepanze nei nomi dei modelli indicano inoltre possibili errori nella lista pubblicata. Ad esempio, il Ryzen 7 Pro 8945HS dovrebbe essere il Ryzen 9 Pro 8945HS; inoltre, la mancanza della variante “non-Pro” fa pensare a un errore materiale piuttosto che a una decisione deliberata.



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Mercury Coder, modello AI a diffusione che ridefinisce la generazione di codice

Mercury Coder, modello AI a diffusione che ridefinisce la generazione di codice

Venerdì 28/02/2025 20:01

Ultimamente si parla sempre più spesso degli utilizzi dei modelli generativi per la generazione di codice di programmazione. GitHub Copilot ha introdotto la cosiddetta Modalità Agente, con il chatbot che “prende il controllo” diretto di un progetto software, lo sviluppa, lo integra, risolve i bug e aiuta il programmatore a essere più produttivo. Gemini Code Assist, d’altra parte, democratizza lo sviluppo software offrendo a tutti, a costo zero, fino a 180.000 autocompletamenti al mese. Un’infinità! Sullo sfondo OpenAI che con il test SWE-Lancer dimostra come i modelli AI debbano ancora crescere tanto in termini di efficacia sul versante della programmazione. Un outsider che si presenta foriero di innovazioni di primo piano è Mercury Coder, un modello di linguaggio sviluppato da Inception Labs.

Un salto di qualità nelle prestazioni AI per la generazione di codice con Mercury Coder

La generazione di codice assistita dall’intelligenza artificiale ha finora seguito un approccio sequenziale, con la creazione di un token alla volta da sinistra verso destra. Questo metodo, utilizzato da modelli come GPT-4, Claude 3.x e Gemini, limita la velocità di generazione poiché ogni nuovo token dipende dalla creazione del precedente.

Mercury Coder, invece, adotta un approccio di generazione a diffusione noto come “coarse-to-fine“, traducibile in italiano “da grossolano a fine“. Invece di costruire il testo in modo sequenziale, il modello parte da una distribuzione di puro rumore e raffina progressivamente il risultato attraverso fasi di denoising, un principio già sperimentato con successo nei modelli per immagini e video come Stable Diffusion e Midjourney. Ne parliamo nell’articolo sull’intelligenza artificiale spiegata facile.

Test sul campo: velocità e qualità

Mercury Coder è attualmente accessibile tramite la piattaforma di Inception Labs e su Hugging Face. Durante i test, il modello ha evidenziato abilità impressionanti nella generazione del codice di programmazione.

Nei vari benchmark, Mercury Coder ha ottenuto risultati paragonabili ai modelli di punta, pur offrendo un throughput in termini di token per secondo nettamente superiore rispetto a Claude 3.5 Haiku, GPT-4o Mini e Gemini 2.0 Flash-Lite.

Un nuovo paradigma per l’AI generativa?

L’entusiasmo della comunità di ricerca è palpabile. L’esperto di AI Simon Willison ha dichiarato:

Adoro il fatto che i ricercatori stiano sperimentando architetture alternative ai Transformer. È un’ulteriore dimostrazione di quanto ancora ci sia da esplorare nel campo dei LLM (Large Language Models).

Anche Andrej Karpathy, ex ricercatore di OpenAI, ha sottolineato il potenziale del modello, affermando:

Questo modello ha il potenziale per essere diverso, e forse mostrare un approccio nuovo e unico, o nuovi punti di forza e debolezza. Incoraggio le persone a provarlo.

Se la diffusione testuale riuscirà a mantenere alta la qualità delle generazioni migliorando al contempo la velocità, potrebbe rappresentare una svolta per il futuro dei modelli linguistici, aprendo la strada a un nuovo paradigma di AI generativa.

Credit immagine in apertura: iStock.com – Chainarong Prasertthai



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MobaXterm: cos’è e come funziona il tool definitivo per l’amministrazione remota

MobaXterm: cos’è e come funziona il tool definitivo per l’amministrazione remota

Mercoledì 05/03/2025 20:00

Quando si parla di amministrazione IT e sviluppo software, l’efficienza e la versatilità degli strumenti utilizzati possono fare la differenza tra un flusso di lavoro fluido e una gestione complessa e frammentata. MobaXterm si distingue da anni come una delle soluzioni più complete per la connessione remota, offrendo un terminale avanzato per Windows che integra in un’unica interfaccia SSH, X11 forwarding, trasferimento file SFTP, tunneling, client RDP/VNC e strumenti Unix preconfigurati.

Grazie al fatto che MobaXterm combina più strumenti in un’unica soluzione software, l’applicazione può essere sfruttata per gestire in modo efficiente server remoti, reti e infrastrutture IT grazie al supporto per SSH, SFTP, Telnet e RDP. Sì, avete capito bene. Anche il protocollo alla base del Desktop remoto di Windows.

L’ambiente completo su cui si basa MobaXterm permette di lavorare con shell Unix, compilatori, interpreti di scripting e persino Docker e WSL (Windows Subsystem for Linux) su Windows.

MobaXterm include anche strumenti di rete avanzati come Nmap, Netcat e Wireshark, ideali per svolgere test di sicurezza e analisi delle reti. Il programma, infine, permette di interagire con ambienti cloud come AWS, Azure e Google Cloud attraverso sessioni remote ottimizzate e l’automazione delle operazioni.

Come funziona MobaXterm

Come anticipato in apertura, MobaXterm è di fatto un terminale avanzato per Windows che offre strumenti di rete, un client X11 integrato e una shell Unix-like. La sua particolarità risiede nella capacità di unire in un’unica applicazione diverse funzionalità normalmente fornite da strumenti separati.

Pensate all’onnipresente PuTTY: ecco quella è la preistoria se paragonato con MobaXterm in termini di funzionalità. PuTTY è infatti uno dei client SSH più popolari e leggeri, ma si limita a fornire una connessione da terminale di base, senza funzionalità avanzate. MobaXterm, invece, è una suite completa che integra SSH, X11 forwarding, SFTP, RDP, VNC e strumenti Unix preconfigurati, offrendo un’esperienza molto più ricca.

Nello specifico, X11 forwarding è una funzionalità che consente di eseguire applicazioni grafiche da un server remoto sul client locale, instradando l’interfaccia grafica attraverso una connessione SSH. In pratica, collegandosi a un server Linux da Windows con MobaXterm si può avviare un’applicazione grafica come, ad esempio, l’editor di testo gedit, il browser Firefox o un tool di amministrazione. Il programma dotato di GUI sarà mostrato direttamente sul PC client, anche se l’applicazione è in esecuzione sul server remoto.

Questa funzionalità è particolarmente utile per chi lavora con server headless (ovvero sprovvisti di interfaccia grafica) e ha bisogno di utilizzare occasionalmente strumenti GUI senza installare un desktop environment completo.

Versioni disponibili

MobaXterm è attualmente disponibile in due versioni:

  • Home Edition (gratuita): offre molte delle funzionalità essenziali ma con alcune limitazioni, come un numero massimo di sessioni salvabili.
  • Professional Edition: versione a pagamento che include supporto avanzato, accesso a plugin estesi e funzionalità aggiuntive come la possibilità di eseguire macro e sessioni illimitate.

Non è neppure necessario installare l’applicazione se si sceglie la versione portable: basta scaricarla dal sito ufficiale del progetto quindi estrarre il contenuto dell’archivio Zip in una cartella locale.

Un terminale potenziato

MobaXterm fornisce un terminale con supporto a schede (tabbed interface), evidenziazione della sintassi e compatibilità con shell come Bash, Zsh, Fish e persino PowerShell. Si ottiene così istantaneamente un ambiente di lavoro molto più organizzato rispetto ai terminali tradizionali.

Inoltre, MobaXterm nasce per gestire e tenere sempre sotto controllo le connessioni con tanti server remoti. Il software dispone anche di un “portachiavi” integrato che consente di memorizzare in locale, in totale sicurezza, le credenziali di accesso alle macchine remote.

Il programma chiede di impostare una master password sicura a protezione dell’archivio contenente le credenziali. Inoltre, si è liberi di specificare (Prompt me for my master password) il momento in cui MobaXterm deve richiedere, per ragioni di sicurezza, l’inserimento della master password.

MobaXterm può essere esteso tramite plugin personalizzati, aumentando le sue capacità. Esistono numerosi plugin ufficiali che aggiungono supporto per ulteriori linguaggi di scripting, strumenti di sviluppo e persino compilatori.

Esplorazione dei file remoti (SFTP integrato)

Ogni connessione SSH aperta con MobaXterm comporta l’apertura automatica di una finestra laterale per la gestione dei file via SFTP. Ciò consente di trasferire file tra il sistema locale e il server remoto senza dover aprire strumenti aggiuntivi come WinSCP.

Gli utenti avanzati possono creare macro, script personalizzati e sessioni preconfigurate per velocizzare il flusso di lavoro quotidiano. Inoltre, MobaXterm supporta profili di configurazione multipli, adattandosi a diversi scenari di utilizzo.

Prima configurazione di MobaXterm

Dopo l’installazione o l’estrazione dei file di MobaXterm dall’archivio del programma, una volta avviata l’applicazione si può fare clic sul menu Settings, Configuration quindi sulla scheda Terminal. Agendo sul menu Local terminal environment si può specificare il tipo di shell preferito (Bash, Zsh, Fish, PowerShell,…).

Nella stessa finestra si possono configurare font e colori per una migliore leggibilità.

Creare e gestire connessioni remote

Per avviare una sessione SSH basta cliccare il pulsante Session nella barra degli strumenti, selezionare SSH quindi specificare l’indirizzo IP o il nome dell’host al quale collegarsi.

Per impostazione predefinita, MobaXterm abilita l’X11 forwarding in modo tale da consentire anche l’esecuzione di eventuali applicazioni grafiche.

Una volta stabilita la connessione remota, è possibile utilizzare i comandi Linux direttamente nella finestra del terminale.

Per evitare di digitare la password ad ogni connessione è possibile configurare l’autenticazione con chiave SSH.

Configurare il tunneling SSH

Il tunneling SSH sicuro è una tecnica utilizzata per stabilire connessioni crittografate tra un sistema locale e uno remoto, garantendo la sicurezza dei dati trasmessi. Questo metodo incapsula altri protocolli di rete all’interno di una sessione SSH, proteggendoli con crittografia e autenticazione robuste.

Cliccando sul pulsante Tunneling nella barra degli strumenti di MobaXterm, si può agire sul pulsante New SSH Tunnel per creare un tunnel SSH sicuro.

Il programma guida nella creazione di una nuova regola di connessione, specificando porta locale, server remoto e porta remota. Per fare un esempio semplice, è possibile fare in modo di inoltrare la porta 80 del server sulla porta 8080 della macchina locale.

Conclusioni

MobaXterm si conferma una soluzione potente e versatile per la gestione di sistemi remoti, offrendo una combinazione unica di strumenti per amministratori IT, sviluppatori e professionisti della sicurezza. L’integrazione di funzionalità avanzate come SSH, X11 forwarding, SFTP, RDP, VNC e strumenti Unix, rende MobaXterm un’applicazione insostituibile per chi lavora con server remoti, reti e infrastrutture. Inoltre, la sua capacità di supportare ambienti di sviluppo multipiattaforma, come Docker e WSL, lo rende ideale per chi desidera una gestione centralizzata e ottimizzata dei sistemi, senza la necessità di ricorrere a più strumenti separati.

La facilità di configurazione e l’interfaccia intuitiva sono elementi che arricchiscono l’esperienza dell’utente, mentre le funzionalità di sicurezza come l’autenticazione SSH e la gestione sicura delle credenziali, attraverso il portachiavi integrato, ne fanno un software ideale anche per scenari di utilizzo professionale e aziendale.

La possibilità di estendere MobaXterm con plugin personalizzati e di gestire file remoti tramite SFTP senza dover ricorrere a strumenti esterni, come WinSCP, aggiunge un ulteriore livello di praticità che semplifica notevolmente il flusso di lavoro quotidiano.

Infine, la versione portable offre una flessibilità unica, permettendo di utilizzare MobaXterm senza necessità di installazione, rendendolo ideale per chi ha bisogno di portare con sé uno strumento potente per la gestione remota su qualsiasi dispositivo.

Credit immagine in apertura: iStock.com – Khanchit Khirisutchalual



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